LA CRISI DEL NAPOLI INCRINA I RAPPORTI TRA LA SOCIETÀ E L'ALLENATORE

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L'incontro di Champions League di ieri al San Paolo di Napoli tra i padroni di casa ed i turchi del Besiktas ha riservato la grande sorpresa della serata. Il Napoli avrebbe avuto la possibilità di avere la certezza del passaggio del turno vincendo ma si è trovato di fronte ad ostacoli che si sono poi rivelati insormontabili. Il primo è stata l' ostinazione dei turchi a cercare il risultato pieno consci anche del momento negativo degli azzurri. Il secondo, molto più rilevante, è stato la conferma che la squadra di Sarri sta attraversando un periodo di crisi che solo pochi giorni fa non sarebbe stata assolutamente ipotizzabile. Fino al match con l' Atalanta il Napoli veniva  considerato l'avversario più temibile per la Juventus. Poi c'è stato l'inatteso crollo. Tre partite perse di seguito di cui due tra le mura amiche hanno segnato questo momento no della squadra. Le ragioni sono molteplici. L'infortunio di Milik ha privato l' attacco di un riferimento importante per lo sviluppo del gioco. Gabbiadini si è rivelato inadeguato a sostituirlo. La regia affidata a Jorginho non sempre è stata all' altezza fino al disastro di ieri. La difesa ha anche essa contribuito notevolmente mostrando un Reina spesso incerto ed un Koulibaly decisamente non in forma nel periodo. Tutto ciò sta creando qualche frattura tra De Laurentiis e Sarri. Il primo ribadisce di aver messo in piedi una rosa di primo livello ed imputa al tecnico il mancato utilizzo di alcuni calciatori acquistati durante l'ultima campagna acquisti. Il tecnico, da parte sua, sta richiedendo con forza un centravanti vero che possa sostituire il polacco dato che i tempi di recupero sembrano essere lunghi. La ferita si sta allargando, bisogna rimarginarla al più presto per evitare mali peggiori.

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